
[...]Dice bene Bruno Gambarotta, è come mettere i baffi alla Gioconda - è sbottata la signora - non si è mai visto in una città turistica o di pregio, la via salotto offesa (!?!) dal passaggio delle biciclette in un’apposita pista a loro riservata».
«sacrificare posti auto per inseguire la chimera della piste ciclabili"
www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200707articoli/3794girata.asp
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Ma stai tranquillo! Marchionne ridurrà entro il 2011 il valore medio ponderato della CO2.
Da "pedalando verso l'avvenire", documento ormai anche un po' datato, ma abbondantemente ignorato, prodotto qualche anno fa dalla "COMMISSIONE EUROPEA DG XI – Ambiente, sicurezza nucleare e protezione civile".
Biciclette e negozi
L'equazione «vitalità delle imprese commerciali = accesso
in automobile» non corrisponde ai fatti. Il contributo della
clientela che arriva con mezzi pubblici, in bicicletta e a piedi
è molto sottostimato così come l'impatto negativo per le
nostre città e l'ambiente urbano delle sedi di ipermercati e
di migliaia di posti di parcheggio in periferia.
Uno studio realizzato a Munster (Germania) rivela diversi
elementi poco noti. Lo studio ha riguardato tre
supermercati o minimarket il cui assortimento è sufficiente
per effettuare una «grande spesa», una volta alla settimana
o una volta ogni 15 giorni e un grande magazzino a reparti
multipli (vestiti, boutique, articoli di lusso ecc.).
- Gli automobilisti non sono migliori clienti dei ciclisti, dei
pedoni o degli utenti dei trasporti pubblici. In alcuni casi
i ciclisti sono addirittura dei clienti migliori. I ciclisti
acquistano quantità minori per visita e si recano quindi
più regolarmente al negozio (11 volte al mese in media
contro sette volte in media per gli automobilisti) e sono
quindi esposti più spesso alla tentazione.
- Nella zona commerciale in città gli automobilisti sono
minoritari (25 %-40 % della clientela a seconda che sia
durante la settimana o il sabato).
- Appena il 25 % degli automobilisti esce da un negozio
con due o più sacchetti di spesa (il 17 % dei ciclisti). Tre
quarti degli automobilisti non ha quindi nulla da trasportare
che li impedirebbe di usare un diverso modo di trasporto.
- In relazione alle distanze, alle destinazioni dopo la visita ai
negozi e alle quantità acquistate, lo studio conclude che
un gran numero di automobilisti potrebbe rinunciare
all'automobile per i suoi acquisti.
È da sottolineare inoltre che la redditività dei negozi è legata
alla qualità dell'ambiente. A Berlino si è constatato che gli
spostamenti di pedoni e ciclisti all'interno dei quartieri sono
fortemente aumentati dopo l'introduzione generale di un
limite di velocità a 30 km/h al di fuori dei grandi assi di
circolazione. Per gli spostamenti domicilio-negozi, questo
aumento sfiora talvolta il 40 %.
Un'indagine svolta a Strasburgo indica altresì che nel centro
città , con una superficie commerciale invariata, vi è stato un
aumento dei passaggi nei negozi superiore al 30 %, dopo la
creazione dell'area pedonale e la chiusura del traffico di
transito.
A Berna un'indagine effettuata presso 1 200 consumatori ha
stabilito secondo una media annua il rapporto tra il valore
degli acquisti e la superficie di parcheggio utilizzata da ogni
cliente.
Risultato: la «redditività -parcheggio» è la più elevata con i
ciclisti: 7 500 _ per metro quadro. Seguono gli automobilisti
con 6 625 _ per metro quadro.
Vi è un paradosso, allora, se si considera che i ciclisti non
hanno un bagagliaio per deporvi i loro acquisti e sono quindi
obbligati a limitare le quantità che comprano.
riguardo poi all'"offesa" non credo ci siano da aggiungere altri commenti oltre ai punti interrogativi ed esclamativi di MPI. E' un espressione che si commenta da sola.
Non so ma credo che Gambarotta fosse "ironico". Cacchio lo vedo sempre in centro in bici!
Quando ieri ho letto quell'articolo su stampa online mi sono letteralmente caduti i cog***oni a terra.
Come sempre, l'ignoranza regna sovrana, le bici sono considerate un'offesa al decoro delle citta' e tutti sbandierano l'equazione meno auto = i negozi falliscono
(infatti i negozi di via garibaldi, che e' pedonale, non hanno clienti, vero?)
Penso che una di queste sere passero' in Via Roma armato di vernice e pennello e disegnero' la pista ciclabile.
Non ho letto il contributo citato di Gambarotta, ma anche io credo che sia ironico. Il buon Bruno e' un ciclista urbano accanito, scirve spesso in difesa dei ciclisti torinesi, e non sarebbe la prima volta che scrive un pezzo apparentemente ambiguo, se letto senzsa le lenti dell'ironia (vedi ad es. http://www.massacriticatorino.it/post.php/storie_di_citta)
per me è sicuramente al 100000% ironico
http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsVota.asp?IDsondaggio=899
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
vado a Londra
in bici?
contro lo smog:
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/esteri/nudibicicl/9.html
penso che ci sia poco da fare. la delibera o quello che è mi sembra sia stata già votata, la maggioranza degli assessori e tutti i capo-gruppo (o quasi) anchequcluno di opposizione (tipo la lega) sono a favore per cui commercianti e ass. al commercio si fottano
ora mettiamo sto bikesharing pevròoh
h ttp://rassegnastampa.comune.torino.it/orazionet/main.aspx?CodCli=2&cliente=COMUNE%20TORINO&CodiceLogin=2
ho visto ho visto a pranzo dal giurnalaiux
sono a 7-8 bollini, ma si attende l contributo di mp :)
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